Istituto di storia economica e sociale

Consistenza: 1736 opuscoli, 13879 volumi (di cui 1684 antichi), a cui si aggiungono volumi e opuscoli provenienti dai fondi Baldi, Barrilis, Cuomo, Dal Pane, Fabbri, Farolfi, Finzi, Martello, Palazzi, Poni, Porisini, Rotelli, Zangheri 

Sede: Biblioteca di Storia, Culture e Civiltà. Sezione di Scienze del Moderno, piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna

Collocazione: CAPS *, I-XXXIV *, EXCONS * e fondi di singoli donatori 

Ambiti di ricerca: Storia economica 

Provenienza: Istituto di storia economica dell’Università di Bologna

Storia istituzionale

L’Istituto di Storia economica e sociale dell’Università di Bologna, fortemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e dotato di pochi volumi e attrezzature, viene riformato sotto la direzione di Dal Pane. Giunto a Bologna nel 1951, quest’ultimo concentra le ricerche dell’Istituto sull’economia agraria di Bologna e dell’Emilia-Romagna, utilizzando una tecnica innovativa di analisi e confronto tra varie fonti, anche diverse da quelle tradizionalmente usate (es catasti, rogiti, censimenti, memoriali...). Dal Pane raccoglie infatti trattatistica, produzione a stampa (prontuari, manuali tecnici, bandi, tabelle di pesi e prezzi), opuscoli di argomenti diversi, cartografia, periodici e, più in generale, qualunque tipologia di documenti, pubblicati in Italia e all’estero; in tal modo egli contribuisce a fondare una storiografia economica che non sia solo l’immagine riflessa del pensiero di scrittori di cose economiche, ma storia viva.  

Nel 1983 la biblioteca così costituita confluisce in quella del Dipartimento di discipline storiche, come fondo librario afferente al centro studi intitolato allo studioso, creato anche grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna 

I volumi sono attualmente conservati presso la biblioteca di Storia, Culture e Civiltà, nella sede dell'antico Convento di San Giovanni in Monte. 

Notizie biografiche su Luigi Dal Pane

Nasce a Castel Bolognese il 19 giugno 1903 in una famiglia del ceto medio, di professionisti e agricoltori.  Nel 1920 entra a far parte della sezione faentina del Partito Socialista Italiano, in cui contribuisce all’espulsione della corrente riformista, aderendo poi alla Federazione Giovanile Comunista. Il suo attivismo negli anni ’20 non manca di suscitare la reazione dei fascisti, che lo aggrediscono in più occasioni. Nel novembre 1922 Dal Pane si trasferisce a Roma per frequentare la facoltà di giurisprudenza, spinto anche dalla volontà di consultare la biblioteca di Antonio Labriola, suo modello ideologico. Trasferitosi a Bologna per il compimento degli studi, nel 1931 si laurea con Gustavo del Vecchio con una tesi sulla libertà del commercio dei grani nel Settecento. Nel 1933 ottiene la libera docenza in storia dell’economia e nel 1936 la cattedra di storia economica a Bari. Il dopoguerra non suscita in lui una ripresa dell’impegno politico precedente, vedendolo più impegnato negli studi - riprende l’analisi di Labriola -, nonostante sia colpito da una malattia della vista che lo renderà cieco. Nel 1951 ottiene il trasferimento alla cattedra di storia economica all’Università di Bologna, dove forma una scuola economica: suoi allievi sono, tra gli altri, Renato Zangheri e Carlo Poni. Qui dirige infatti l’Istituto di Storia Economica e Sociale, assieme al Museo del Risorgimento. Membro dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, viene poi chiamato a far parte dell’Accademia dei Lincei nel 1974. Muore a Faenza il 9 ottobre 1979.