La Biblioteca di Storia in collaborazione con Coordinamento Disci per la Palestina organizza un'esposizione bibliografica tematica. Inaugurazione: 14 gennaio alle 14, Sezione di Scienze del Moderno.
Data:
Luogo: Biblioteca Storia Culture Civiltà. Sezione di Scienze del Moderno - Piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna (I piano) - Evento in presenza e online
Tipo: Mostre
La presente esposizione è una rassegna bibliografica aperta, curata della sezione di Scienze del Moderno della Biblioteca di Storia Culture Civiltà, a partire dal proprio posseduto. Seppure non esaustiva, la selezione intende offrire una panoramica di testi di approfondimento scientifico sul conflitto tra Israele e Palestina, impreziosita da alcune carte geografiche antiche, conservate presso la sezione di Geografia.
L’obiettivo è di mettere a disposizione, all'interno di vari nuclei tematici, contributi autorevoli per contestualizzare la questione palestinese nel lungo periodo, per comprenderne le radici politiche, territoriali, sociali e culturali. I volumi raccolti, quindi, analizzano ambiti disciplinari diversi — storia contemporanea, geopolitica, diritto internazionale, scienze politiche, sociologia — e, volutamente, non sono solo 'freschi di stampa', in modo da ripercorrere anche l'evoluzione del dibattito storiografico su questo tema, ben rappresentato nelle collezioni della biblioteca, che vi ha riservato da sempre particolare attenzione. Lungi dall'essere una mostra, che si connota come qualcosa di statico e di stabile, questa rassegna, ideata grazie alla collaborazione tra studenti/esse, bibliotecari/e e docenti di Storia, si propone come spazio di discussione, di informazione, di aggiornamento, mediante espositori che cambieranno nelle settimane il proprio contenuto per riempire i vuoti lasciati dai libri presi in prestito e per dare voce ad altri testi. Per continuare a parlarne.
Link in costante aggiornamento
Versione aggiornata al 13.1.26
Versione aggiornata al 13.1.26
La Palestine, les Tribus et Jerusalem di Jean Baptiste Bourguignon d'Anville (1775-1784) - In: Atlas universel dressé sur les meilleures cartes modernes - https://historica.unibo.it/handle/20.500.14008/87496 - Vedi APPROFONDIMENTO
La carta della Palestina di Gerardo Mercatore (1537) - Riproduzione a cura di Roberto Almagià dall'unico esemplare esistente nella Biblioteca comunale di Perugia - https://historica.unibo.it/handle/20.500.14008/87748
Palestina di Petrus Coppus (XVI sec.) - Riproduzione fotografica dalla Summa totius orbis di Petrus Coppus - https://historica.unibo.it/handle/20.500.14008/87494
Anville, Jean Baptiste Bourguignon d’
La Palestine, les Tribus et Jerusalem par le Sr. D’Anville. Echelle: 50 Milles Romains dont l'usage s'est établi en Palestine comme province de l’Emp. et qui d’evaluent à 756 Toises = 87 mm. A Venise : Chez Remondini, 1783. Dans la seconde partie du: Atlas universel dressé sur les meilleures cartes modernes,1775-1784. A Venise : par P. Santini rue S.te Justine. 2 volumi : carte geografiche color. ; 2º.
Biblioteca di Storia Culture Civiltà. Sezione di Geografia: inv. GEO 5547 – collocazione GEO CART ANT Cass 06 21 - https://historica.unibo.it/handle/20.500.14008/87496
La carta, dal titolo La Palestine, les Tribus et Jerusalem incorniciato all’interno di un cartiglio decorato, è conservata nel fondo delle carte geografiche antiche della sezione di Geografia della Biblioteca di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. La descrizione catalografica della carta è presente nell’Opac del polo bibliotecario bolognese, mentre la si può visionare in versione digitalizzata consultando il sito di AMSHistorica dell’Università di Bologna. Si tratta di un foglio sciolto, tratto dal grande Atlas universel dressé sur les meilleures cartes modernes. L’opera, originariamente, era costituita da 141 tavole incise, realizzate tra il 1776 e il 1807, molte delle quali furono vendute sciolte, secondo l’uso dell’epoca, come anche la carta qui esposta.
Disegnata dal cartografo del re di Francia Jean Baptiste Bourguignon d’Anville e pubblicata a Venezia nel 1783 da Remondini e Santini*, questa carta è considerata una delle opere cartografiche più autorevoli dell’epoca per lo studio della Terra Santa. L’autore, noto per la sua vasta biblioteca di oltre 9.000 volumi, utilizzò fonti bibliche e classici e fonti geografiche contemporanee per descrivere la carta qui esposta. La Palestina biblica vi è tratteggiata come immaginata nel XVIII secolo, ma contemporaneamente disegnata con i più aggiornati metodi cartografici. Sin dal XVI secolo i nomi più importanti della cartografia occidentale (tra i quali Gastaldi, Lafreri ed Ortelio) erano soliti rappresentare la Terra Santa prediligendo soprattutto i temi del Vecchio Testamento. Assecondavano la curiosità e le necessità informative dei numerosi viaggiatori che si recavano in Palestina per visitare i luoghi santi, il che diede impulso ad una vasta produzione di libri, guide illustrate e infine anche atlanti.
Alla rappresentazione centrale, la più dettagliata, si affianca in basso a destra un riquadro con le distanze misurate tra le varie città, utilizzando come unità di misura varie scale antiche: dalle miglia romane ed arabe, agli stadi greci ed ebraici, tutte comparate alle leghe francesi. Di fianco, a sinistra, vi è un riquadro con la pianta di Gerusalemme antica con indicazioni del Tempio, del Calvario e del Monte degli Ulivi. Al di sopra è presente un altro riquadro, denominato Le Tribus, con le 12 tribù israelitiche all’epoca della dominazione romana, la cui presenza è testimoniata dalle sei regioni in cui il territorio era suddiviso (Judea, Samaria, Galilea, Traconitea, Perea e Idumea). Nello stesso inserto, in basso a sinistra, si può individuare un’area occupata dalla scritta Philistaei. Il toponimo Palestina, infatti, affonda le radici nella parola affine “Pelishtim” (Filistei), un antico popolo del Mediterraneo che verso la fine del XIII secolo a.C. si stabilì presso la zona costiera meridionale della regione (tra le odierne Tel Aviv e Gaza).
*I Remondini furono una famiglia di stampatori attivi in Veneto dal Settecento fino a Ottocento inoltrato e la loro azienda tipografica era all’epoca una delle maggiori d’Europa per dimensioni, capacità produttiva e rete di traffici: divisa tra Bassano del Grappa e poi Venezia stampò, tra le tante opere di pregio, il classico dell’illuminismo italiano Dei delitti e delle pene (1789 e 1797) di Cesare Beccaria, e il grande Atlas universel dressé sur les meilleures cartes modernes dei Santini: l’atlante era costituito da 141 tavole incise realizzate tra il 1776 e il 1807, molte delle quali furono vendute sciolte, secondo l’uso dell’epoca, come anche la carta qui esposta. I fratelli Paolo e Francesco Santini furono anch’essi editori e cartografi attivi a Venezia nel Settecento e il loro Atlas universel è considerato uno dei più importanti atlanti universali stampati in Italia nel Settecento.